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Tribu' Masquerata

  • Immagine del redattore: NOI Outdoor Project
    NOI Outdoor Project
  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 1 min

Attraverso la galleria di volti ritratti, si vuole esplorare il concetto di “maschera”, intesa come sovrastruttura difensiva che ognuno di noi si costruisce, volontariamente o inconsciamente, nel corso degli anni, ma soprattutto esperienza dopo esperienza, dove le complicazioni, le tribolazioni, le fatiche dei rapporti con l’esterno, che comunque fanno parte della vita, fanno in modo che il singolo soggetto voglia (o debba) crearsi una corazza protettiva per difendersi dalle angherie altrui.


Magari vorremmo tutti avere un ritratto di Dorian Gray in soffitta, su cui poggiare i segni del tempo e della fatica, lasciando il nostro viso terso, limpido, sorridente, luminoso … ed alcuni forse ci riescono!


La “maschera” che indossiamo mette uno scudo tra il nostro essere intimo ed il mondo esterno, ci protegge e tiene le distanze dai possibili pericoli, e questo può essere visto come uno “splendido isolamento”, con una certa connotazione negativa ed individualista, ma la vera comunicazione avviene poi con gli occhi, con lo sguardo, che spesso lasciano trasparire più di quel che desideriamo e più di quel che sappiamo mostrare, di quanto serbiamo nel nostro cuore e nella nostra anima.


I colori, le forme, le sfumature usate sapientemente si riallacciano a culture antiche, dove tutto è rituale, a mamma Africa, da dove realmente parte tutto.


La maschera copre, lo sguardo dispiega.

La maschera allontana, lo sguardo avvicina.

La maschera protegge, lo sguardo si concede.


 
 
 

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